Concessioni di scavo e ricerche archeologiche

NORMATIVA

Le attività di ricerca archeologica sono riservate al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, che può svolgerle direttamente oppure affidarle in concessione ad altri soggetti pubblici o privati (articoli 88 e 89 del D.Lgs. 42/2004).
Per le regole e le restrizioni relative alle concessioni di ricerca, in particolar modo relativamente allo scavo in aree non demaniali e al premio di rinvenimento ex art. 92 del D.Lgs. 42/2004, si fa riferimento alle circolari interne della Direzione Generale Archeologia nn. 24/2012, 8/2013, 3/2015 e, in particolare, alla circolare n. 6/2016 ed alla circolare n. 21/2016.

Si riporta di seguito lo stralcio degli artt. 88-89 del D.Lgs. 42/2004 e smi, Codice dei beni culturali e del paesaggio (G.U. n. 45 del 24 febbraio 2004, s.o. n. 28)

Artt. 88-89 D.Lgs. 42/2004 e smi

Art. 88. Attività di ricerca

  1. Le ricerche archeologiche e, in genere, le opere per il ritrovamento delle cose indicate all'art.10 in qualunque parte del territorio nazionale sono riservate al Ministero.
  2. Il Ministero può ordinare l'occupazione temporanea degli immobili ove devono eseguirsi le ricerche o le opere di cui al comma 1.
  3. Il proprietario dell'immobile ha diritto ad un'indennità per l'occupazione, determinata secondo le modalità stabilite dalle disposizioni generali in materia di espropriazione per pubblica utilità. L'indennità può essere corrisposta in denaro o, a richiesta del proprietario, mediante rilascio delle cose ritrovate o di parte di esse, quando non interessino le raccolte dello Stato.

Art. 89. Concessione di ricerca

  1. Il Ministero può dare in concessione a soggetti pubblici o privati l'esecuzione delle ricerche e delle opere indicate nell'articolo 88 ed emettere a favore del concessionario il decreto di occupazione degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
  2. Il concessionario deve osservare, oltre alle prescrizioni imposte nell'atto di concessione, tutte le altre che il Ministero ritenga di impartire. In caso di inosservanza la concessione è revocata.
  3. La concessione può essere revocata anche quando il Ministero intenda sostituirsi nell'esecuzione o prosecuzione delle opere. In tal caso sono rimborsate al concessionario le spese occorse per le opere già eseguite ed il relativo importo è fissato dal Ministero.
  4. Ove il concessionario non ritenga di accettare la determinazione ministeriale, l'importo è stabilito da un perito tecnico nominato dal presidente del tribunale. Le relative spese sono anticipate dal concessionario.
  5. La concessione prevista al comma 1 può essere rilasciata anche al proprietario degli immobili ove devono eseguirsi i lavori.
  6. Il Ministero può consentire, a richiesta, che le cose rinvenute rimangano, in tutto o in parte, presso la Regione od altro ente pubblico territoriale per fini espositivi, sempre che l'ente disponga di una sede idonea e possa garantire la conservazione e la custodia delle cose medesime.

DOMANDA DI CONCESSIONE DI SCAVO E RICERCHE ARCHEOLOGICHE

Iter procedurale

La richiesta di nuova concessione o di rinnovo deve essere inoltrata in doppia copia alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza come indicazione preliminare entro la fine dell'anno precedente a quello per cui si chiede la concessione, ma ogni anno, viene  indicato e pubblicato il termine preciso entro cui presentare la domanda, accompagnata dai documenti di seguito elencati (vedi di seguito). Il termine di presentazione è tassativo. La Soprintendenza inoltra con il proprio parere copia della richiesta alla Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio.

La Direzione Generale Archeologia Belle Arti e Paesaggio concede o nega l'autorizzazione e lo comunica contestualmente alla Soprintendenza e al Concessionario. 

Nel caso di rilascio dell'autorizzazione da parte della Direzione Generale, la Soprintendenza chiede al Concessionario e al Direttore di scavo di sottoscrivere un documento di accettazione  in cui i soggetti interessati, oltre a comunicare le date di scavo, si impegnano a rispettare determinate norme inerenti le modalità organizzative dello scavo, le condizioni di sicurezza dei depositi, gli interventi di conservazione e restauro ed i rapporti con la Soprintendenza; si impegnano, inoltre, a presentare la documentazione richiesta a fine scavo.

La Soprintendenza avverte dello scavo in corso il Comando dei Carabinieri di zona e l'Amministrazione Comunale.

Elenco documenti da presentare

Gli enti richiedenti la concessione di scavo dovranno inviare in un'unica spedizione alla Soprintendenza, sia per i rinnovi sia per le nuove richieste, i seguenti documenti in doppia copia cartacea e ordinati secondo la numerazione progressiva di seguito riportata (si prega di indicare nell'intestazione di ciascun documento il numero relativo):

  • Istanza di concessione di scavo, datata e firmata dal legale rappresentante dell'ente richiedente, in cui dovrà essere chiaramente indicato il nominativo dell'unico direttore di scavo e dovranno essere elencati tutti gli enti coinvolti a vario titolo nel progetto.
  • Piano economico dettagliato commisurato all'impegno che il richiedente la concessione intende assumere e (nel caso di concessioni pluriennali dovrà essere articolato annualmente) sottoscritto dal legale rappresentante dell'ente richiedente. Il piano economico dovrà chiaramente indicare le cifre riservate: al restauro di strutture e materiali mobili; alla messa in sicurezza; alla ricopertura dell'area di scavo a fine campagna, ciascuna non inferiore al 15% dello stanziamento economico complessivo. [N.B.: Al piano economico deve essere allegata la documentazione attestante l'effettiva disponibilità delle cifre indicate, pena la non accettazione delle domande].
  • Relazione programmatica sottoscritta dal Direttore di scavo, che illustri sinteticamente le attività di ricerca previste e gli obiettivi della campagna di scavo;
  • Posizionamento dell'area di scavo su planimetria catastale in scala 1:2000,  e su mappa catastale, con indicazione del foglio di mappa, delle particelle e/o porzioni  di particelle da occupare;
  • Georeferimento dell'area di scavo su Cartografia Tecnica Regionale, con indicazione delle coordinate Gauss-Boaga;
  • Curriculum breve del Direttore di scavo.
  • Organigramma da cui si evincano ruoli e istituzioni di appartenenza dei membri dello staff che abbiano incarichi o posizioni di responsabilità sullo scavo;
  • Dichiarazione di assenso  all'accesso all'area di scavo da parte del proprietario;
  • Dichiarazione di rinuncia al premio di rinvenimento  da parte dei proprietari degli immobili, anche nel caso in cui il proprietario sia un ente pubblico (fatta eccezione per il Demanio), corredata da copia del documento di identità in corso di validità.
  • Dichiarazione di rinuncia al premio di rinvenimento da parte del concessionario sottoscritta dal suo legale rappresentante e corredata da copia del documento di identità in corso di validità;
  • Dichiarazione di rinuncia al premio di rinvenimento  da parte del direttore e dei membri dello staff che abbiano incarichi o posizioni di responsabilità sullo scavo, corredata da copia del documento di identità in corso di validità. La dichiarazione relativa ai membri dello staff potrà essere sostituita da una dichiarazione del direttore di scavo resa a nome di tutti i membri.
  • Dichiarazione, sottoscritta dal direttore di scavo e/o dall'ente richiedente la concessione, relativa alla copertura assicurativa di tutti i partecipanti allo scavo e/o copia delle relative polizze assicurative.

Le richieste di rinnovo dovranno inoltre essere corredate da:

  • Relazione scientifica dell'ultima campagna effettuata, sottoscritta dal Direttore di scavo, corredata da una selezione di immagini (planimetrie e foto), al fine di illustrare sinteticamente i risultati delle indagini. Si richiede, inoltre, espresso riferimento alle attività di conservazione e restauro effettuate sulle strutture e sui materiali mobili portati in luce e/o alle soluzioni adottate per la messa in sicurezza e la ricopertura dell'area di scavo. 
  • Elenco dettagliato di tutti i materiali, anche frammentari, da consegnare entro 30 giorni dalla fine della campagna;
  • Copia cartacea della scheda immessa nel sito Fastionline, relativamente alla campagna dell'anno precedente;
  • Documentazione di scavo, da consegnare attenendosi alle norme predisposte dalla soprintendenza (vedi sotto). Eventuali esigenze di diverse modalità di consegna devono essere concordate con il funzionario di zona (vedi organigramma).

Per uniformità nella consegna della documentazione di scavo elaborata dalle ditte di archeologia incaricate di indagini o scavi archeologici da committenza esterna (ex art. 28, D.Lgs. 42/2004, ex. art. 25, D.Lgs. 50,  norme PSC e scavi a committenza privata), è stato elaborato apposito regolamento recante "Indicazioni e norme per la consegna di documentazione di scavo archeologico, di lavori a finanziamento e D.L. a committenza esterna di cui quest'Ufficio ha direzione scientifica" (prot. 2547 del 22.03.2017). La consegna della documentazione e dei materiali di scavo andrà pertanto effettuata seguendo le indicazioni riportate nel citato regolamento.


Per informazioni contattare il responsabile per le concessioni di scavo:

dott.ssa Roberta Conversi, funzionario archeologo

e mail : roberta.conversi@beniculturali.it

tel.: 0521-233718

Elenco concessioni di scavo richieste per il 2017 e approvate dalla DGABAP:

1) Travo (PC), sito archeologico Neolitico di S.Andrea - proprietà statale (prot. n. 12109 del 19 aprile 2017)
Richiedente: Università di Milano
Direttore di scavo prof. Luca Trombino
Funzionario responsabile per il MiBACT: dott.ssa Roberta Conversi
2) Morfasso, Monastero (PC), sito archeologico: chiesa di S. Salvatore (prot. n. 12106 del 19 aprile 2017)
Richiedente: Comune di Morfasso
Direttore di scavo: dott. Luca Fornari
Funzionario responsabile per il MiBACT: dott.ssa Roberta Conversi

Powered by: